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Riflessioni di prima sera

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In certi momenti è l’immensità a pervadermi è come se dentro avvertissi uno spazio infinito, la sensazione di un vuoto primordiale, di una ricchezza infinita, un flusso continuo nei due sensi tra me e il mondo, tra me e il resto dell’umanità. Come se potessi contenere l’universo in questo spazio ed allo stesso tempo rimanere vuoto e sospeso in un senso di beatitudine, di espansione infinita.

La musica è un veicolo incredibile, sto ascoltando da due giorni ininterrottamente “Here Comes The Flood” di Peter Gabriel, solo piano e voce. Mi sembra di cavalcare questi pochi accordi e la voce rauca, lamentosa; la conosco dagli anni 70’ ma oggi è diversa, la porto con me in questo viaggio interiore, colonna sonora nella silenziosa dimensione dello Spirito.

MAN 11

Mi piace star seduto nell’ora tra i due mondi ad osservare lo spazio neutro, sfuggevole e inafferrabile. Il crepuscolo, la luce sta per lasciare lo spazio, e il tempo, all’oscurità. I contorni delle cose del mondo sfumano, avvolti dalle tenebre; un albero diventa molte cose, tutte quelle che riesci a scorgere nella tua mente.

Il cielo è infuocato dall’ultima danza del sole, sono estasiato dalla bellezza, riempito dalla maestosità.

L’umile silenzio con cui la luce scivola al di la delle cime fa crescere in me la malinconia tipica del distacco ineluttabile…………potesse il tempo fermarsi.

Chiudo gli occhi, respiro, ringrazio.

Se ti fermi a guardare ti accorgi della danza.

Se guardi con il cuore, la danza è per te.

Passeggiamo insieme ed ascolto i miei ed i tuoi passi. Sono felice, il suono dei tuoi passi mi parlano di  curiosità, riconosco in te la fiducia e la lealtà., riconosco in te la leggerezza e l’incanto. Passeggiamo insieme, sono felice.