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Riflessioni in riva al mare

Che ricchezza il mare!!!! Chi ci vive spesso perde il senso del valore nell’avere il mare così vicino: fonte di ispirazioni, di riflessioni, di pomeriggi invernali nel vento e nel rumore delle onde, di serate sotto le stelle a raccontarsi la vita, di momenti dove realizzi lo stato di preghiera. Il brusio nel tuo cuore si spegne e la gioia ti pervade.

Quando non te l’aspetti

Intorno ad un tavolo io ed altre sette persone. Dovevo argomentare su alcune tecniche di lavoro sul corpo, medicine complementari ecc. Il discorso prende una direzione un po’ diversa, senza volerlo ci si addentra nel mondo della medicina cinese, le costituzioni, i caratteri, gli elementi. Discorsi triti e ritriti ormai, ma avvertivo in quel momento una particolare sensazione, un’attenzione interessata e non obbligata dal fatto di essere in una scuola. Infatti ho portato con me quella sensazione fino ad oggi e mi ha dato tanto più di quello che avrei immaginato. A volte le parole possono aprire brecce che non immaginiamo, mi stupisco sempre, nonostante  sappia che il Verbo è l’origine. Alcune di queste persone manifestavano il loro sentirsi in quelle parole, risonanze interiori legate a sofferenza, difficoltà, quello star male a volte non ben definito che la vita spesso ci fa esperire. So, che quando la parola è guidata da un nobile fine, che fine non ha, se non quello di allargare la consapevolezza e il campo di possibilità che il nostro animo ci mette a disposizione, può orientarci verso nuove rotte. Vi auguro di trovare la stella polare che guidi senza sforzo il vostro procedere.

Care amiche di una chiacchierata, grazie per la vostra attenzione e per aver dato ulteriore forza a quello che faccio nella vita per essere migliore.

Andiamo a pescare per prendere i “picci” e non prendiamo nulla, lui si mette a chiamare i pesci, mi dice “oh papà, ho fame, io voglio prendere i pesci per mangiare”. E’ bellissimo stare seduti insieme su uno scoglio con le due canne in mano, mi fa venire in mente un’immagine di forrest gump col figlioletto.
Siamo stati due giorni insieme io e lui, a pescare, a cercare i granchi nonna, (come chiama lui le vecchie, ha 4 anni e mezzo) ed al mare. Lo guardavo camminare davanti a me; a volte, forse quasi sempre, lo guardo con una sorta di gioia mista a piacere e un pizzico di malinconia, e non capisco se è perché lo vedo in crescita e mi sembra di non stare dietro al tempo che passa o se perché mi rivedo bimbo o vedo in lui una mia estensione, un misto di sentimenti che mi infondono una gioia incontenibile insieme ad una bellissima malinconia.
Quando lo abbraccio non è mai abbastanza, quando lo guardo non è mai abbastanza, quando gli do i bacini non è mai abbastanza; amo scherzare con lui, è bellissimo stare con lui. Confesso che mi piacerebbe sentire cosa si prova dall’altra parte, lo stato d’animo di un bimbo come lui, amato, coccolato, sempre pieno di attenzione ad ogni sua richiesta d’ascolto. Per lui sarà tutto normale e scontato, ed è giusto così, non ha bisogno di comparare con l’opposto di tutto questo per capirne la differenza. E’ la legge dell’universo, dopo la carestia non può che seguire l’abbondanza: la carestia di sentimenti che ho vissuto da piccolo si è trasformata in amore ed attenzioni per lui e mi da la possibilità comunque di vivere queste sensazioni. Quando l’amore circola non ha importanza da che parte stai, ne vieni comunque toccato. Grazie Samuel, figlio mio.

Andate su una spiaggia, di notte, con la luna ancora bassa sul mare, e osservate la scia luminosa della luna riflessa dall’acqua che punta dritta su di voi. Se vi spostate a destra o a sinistra, la scia vi segue sempre, in modo che qualunque movimento facciate, ne sarete sempre al centro.

Ciò che vedete è sempre e comunque una ed una sola scia luminosa, la cui posizione varia sempre in relazione alla vostra.

Se ci fossero altre nove persone sulla stessa spiaggia, ciascuno vedrebbe la medesima cosa, ossia una ed una sola scia.

Una macchina fotografica lasciata sola e azionata dall’autoscatto registrerebbe la medesima scena.

Ma in realtà ve ne sarebbero DIECI: una per ogni osservatore.

Questa è una verità di ordine superiore, rispetto alla propria limitata esperienza. Tuttavia è ancora più vero dire che vi sono infinite scie luminose: una per ogni possibile punto di osservazione.

Esse esistono infatti indipendentemente dalla presenza o meno di qualcuno che osserva in quel momento ed in quella posizione.

Questa verità è dunque di ordine ancora superiore alle prime due e mai verificabile da nessun essere vivente.

E allora, qual è la vera immagine del mare sotto la luna?

Anche se ciò contraddice la nostra esperienza, oltre i piccoli confini della nostra personale capacità di osservazione, il mare sotto la luna è un’unica, immensa distesa scintillante di cui ognuno di noi percepisce solo una piccola parte: quella relativa al proprio punto di vista.